Fotografia, uno scatto verso il benessere

La fotografia riesce davvero a coinvolgere il nostro mondo interiore, ma la buona notizia è che può aiutarci a stare meglio anche dal punto di vista fisico.

Ancora oggi, alcune culture aborigene temono che una fotografia possa rubare l’anima, e forse sono riusciti ad intuire meglio di chiunque altro la potenza di questo “magico” mezzo.

Alcuni studiosi come il Dott. Oliviero Rossi – Direttore dell’Istituto Psicoterapia Gestalt Espressiva di Perugia – già da diversi anni sottolineano come la fotografia possa impattare positivamente sulla salute psicofisica di chi la pratica.

Innanzitutto viene vista come una maniera per spezzare la monotonia e dare spazio alla creatività. Gli effetti benefici di questa arte sono strettamente legati alla necessità del “fotografo” di fermarsi e riappropriarsi del tempo per guardare la realtà con maggiore attenzione, concentrazione e da punti di vista differenti. Inoltre è risaputo quanti benefici crei il camminare all’aria aperta e la ricerca di un buono scatto ci impone di stare parecchio tempo immersi nella natura.

La fotografia obbliga a coltivare la propria pazienza e caparbietà in quanto potrebbero volerci ore ed ore per catturare un istante significativo.

L’atto del fotografare influisce sul nostro benessere individuale integrando la dimensione fisica, emotiva , mentale, artistica e spirituale e creando una maggiore armonia con l’ambiente esterno e contro lo stress.

Uno studio condotto dallo scienziato britannico Liz Brewster della Lancaster University e da Andrew M Cox dell’Università di Sheffield rivela addirittura che, scattare una foto al giorno e condividerla sui social, migliora l’umore, la salute e  la socialità. I risultati di questa ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Health.

Il benessere che deriva dall’attività del fotografo potrebbe dare luce ad un vero e proprio bisogno psicologico di manifestare, esprimere, descrivere e condividere.

Seguendo questo principio infatti, l’arte della fotografia viene percepita come un vero e proprio linguaggio che permette di comunicare e relazionarsi con gli altri.  La fotografia agisce sulla sfera dei rapporti con il mondo esterno. Forse è proprio questo continuo passare dal “mondo interiore ” al “mondo esterno” a creare una vera e propria apertura e predisposizione all’appagamento e alla soddisfazione.

Come teorizzavano Robert Capa e Henry Cartier-Bresson “Ogni fotografia è una storia a sé” infatti ogni foto che scattiamo parla di noi, di chi siamo e del nostro modo di vedere il mondo. Ed è probabilmente proprio la creazione di una “Storia” che parli di noi che può farci stare bene.

 

 

 

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