Migliorare la qualità della vita per prevenire il tumore al seno

Dieta sana, attività fisica regolare e stop al fumo. Sono questi gli ingredienti che possono essere un valido aiuto nella prevenzione ai tumori. Recenti studi dimostrano che il 50% dei casi di tumore potrebbero essere evitati grazie a degli stili di vita corretti e, nel caso di donne già colpite dal cancro al seno, assumono un ruolo primario nell’evitare il ritorno della malattia.

Secondo le stime, inoltre, sono ben 52800 che solo nel 2018 hanno avuto una diagnosi di tumore alla mammella, una neoplasia diventata la più comune in Italia superando anche il numero degli affetti da cancro al colon. Nell’87% dei casi, però, le donne colpite sconfiggono la malattia. Sono tuttavia poche le pazienti che modificano gli stili di vita sbagliati andando incontro ad un più alto rischio di recidive.

Gli studi scientifici dimostrano che una dieta ricca di grassi aumenta fino al 24% le possibilità di un ritorno del tumore alla mammella. Inoltre bastano 150 minuti di attività fisica la settimana, anche solo una camminata veloce, per ridurre del 25% la mortalità per tumore del seno nelle pazienti che hanno già ricevuto la diagnosi rispetto alle sedentarie. Ingrassare di 5 chilogrammi, infatti, può aumentare fino al 13% le mortalità per questo tipo di neoplasia.

Va prestata inoltre attenzione anche al fumo. Anche le donne che hanno abbandonato questa pericolosa abitudine ma che hanno fumato da 20 a 35 sigarette presentano un rischio di ricomparsa di carcinoma della mammella del 22%, del 37% per le fumatrici di più di 35 sigarette e, addirittura, del 41% per coloro che non hanno mai smesso.

In merito al tumore al seno sono state presentate nel “Carcinoma mammario, traguardi raggiunti e le nuove sfide” le nuove cure per evitare recidive. L’ultima scoperta è il farmaco dal principio attivo Ribociclib che frena la malattia anche nelle donne più giovani. Questa terapia è rivolta anche a quelle donne che hanno superato la fase della menopausa e che hanno un recettore ormonale positivo. Questo farmaco non è in grado di curare la malattia, ma di rallentarne la progressione prolungando quindi la vita e migliorandone anche la sua qualità.

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